Tutto bene. Stop.
Domani firmo contratto con la provincia. Stop.
A tempo determinato. Stop. Ovviamente. Stop.
Meglio del call center. Stop (di cui magati vi narro. Stop.).
Perchè poi lì mi avevano assunto. Stop.
Che culo. Stop.
Per il resto..
Il mio palazzo è da abbattere. Stop
Alla faccia dell'avvocato decrepito. Stop.
L'Aquila è ancora ferita. Stop.
Ma poco frega ai Parlamenteri. Stop.
A presto e con più calma. Stop.
Vi abbraccio. Stop.
domenica 13 febbraio 2011
domenica 16 gennaio 2011
Me voilà!
Me voilà!!
Sono sparita.
Sono ricomparsa.
E' stato un periodo un po' intrecciato di vicende personali.
La prima delle quali è stata una specie di cambio di lavoro.
Forse, e dico forse, attenzione!, entrerò nel favoloso mondo del call center!!
Forse perchè, dopo selettivo colloquio in agenzia interinale prima, in azienda poi, abbiamo fatto un corso di nove giorni x otto ore al giorno (quanto fa? 72? sì, 72 ore di stronzate), abbiamo fatto un test sabato.
L'esito?
Ah, vorrei saperlo anche io.
Ce lo dicono lunedì. Giorno in cui saremo messi in turno e firmeremo il contratto.
Giorni di riposo tra un lavoro e l'altro?
Il 31 e il 1.
Inizio corso? Il 3.
Riposata come una rosa.
Notizie della graduatoria nella quale sono inserita dopo il concorso di dicembre?
Buone.
Pare.
C'è la possibilità ch io transiti (sempre se ho passato il test) per pochissimo nel favoloso mondo dei call center.
Che già dopo un paio d'ore avevo l'orticaria per quel linguaggio criptico ed ostico che usano.
Abbiamo l'italiano che è una lingua meravigliosa, dico io!!!!
Mah!
Insomma l'anno è iniziato un po' così.
Già con una certa stanchezza.
E con una voglia di sputare in faccia a Borghezio, dopo le sue affermazioni senza capo nè coda.
C'è qualcuno che gli dice che l'Abruzzo è nel centro Italia?
Sarebbe fiato sprecato...
Dalle mie perti si dice "A sciacqua' la coccia agli asini, se spreca l'acqua e lo sapo'!".
La traduzione è facile...
Sono sparita.
Sono ricomparsa.
E' stato un periodo un po' intrecciato di vicende personali.
La prima delle quali è stata una specie di cambio di lavoro.
Forse, e dico forse, attenzione!, entrerò nel favoloso mondo del call center!!
Forse perchè, dopo selettivo colloquio in agenzia interinale prima, in azienda poi, abbiamo fatto un corso di nove giorni x otto ore al giorno (quanto fa? 72? sì, 72 ore di stronzate), abbiamo fatto un test sabato.
L'esito?
Ah, vorrei saperlo anche io.
Ce lo dicono lunedì. Giorno in cui saremo messi in turno e firmeremo il contratto.
Giorni di riposo tra un lavoro e l'altro?
Il 31 e il 1.
Inizio corso? Il 3.
Riposata come una rosa.
Notizie della graduatoria nella quale sono inserita dopo il concorso di dicembre?
Buone.
Pare.
C'è la possibilità ch io transiti (sempre se ho passato il test) per pochissimo nel favoloso mondo dei call center.
Che già dopo un paio d'ore avevo l'orticaria per quel linguaggio criptico ed ostico che usano.
Abbiamo l'italiano che è una lingua meravigliosa, dico io!!!!
Mah!
Insomma l'anno è iniziato un po' così.
Già con una certa stanchezza.
E con una voglia di sputare in faccia a Borghezio, dopo le sue affermazioni senza capo nè coda.
C'è qualcuno che gli dice che l'Abruzzo è nel centro Italia?
Sarebbe fiato sprecato...
Dalle mie perti si dice "A sciacqua' la coccia agli asini, se spreca l'acqua e lo sapo'!".
La traduzione è facile...
mercoledì 22 dicembre 2010
Nuntio vobis...
Nuntio vobis gaudium magnum!!!!!!
Finiti oggi i concorsi.
Che liberazione....
Ora devono fare le graduatorie.
Bene.
Posso iniziare a trovarmi un altro lavoro.
Voi picchiatemi selvaggiamente se dovessi per caso decidere di partecipare ad un altro concorso.
Se volete sapere qualcosa su L'Aquila, data la mia reclusione degli ultimi tempi, comunico che non sono la persona più adatta.
So soltanto che ha nevicato e che le C.A.S.E. non credo possano reggere più di tanto a questo maltempo, dal momento che sembrano costruite per il clima della Polinesia.
Vi dico solo che ho trovato la neve sul pomello della porta.
Però non ci possiamo lamentare.
Rischieremmo di essere azzannati alla giugulare da aquilani berluscones al grido di "Preferivate i conteiners?"
Intanto, pervasa dallo spirito delle feste, vi auguro Buon Natale!
Finiti oggi i concorsi.
Che liberazione....
Ora devono fare le graduatorie.
Bene.
Posso iniziare a trovarmi un altro lavoro.
Voi picchiatemi selvaggiamente se dovessi per caso decidere di partecipare ad un altro concorso.
Se volete sapere qualcosa su L'Aquila, data la mia reclusione degli ultimi tempi, comunico che non sono la persona più adatta.
So soltanto che ha nevicato e che le C.A.S.E. non credo possano reggere più di tanto a questo maltempo, dal momento che sembrano costruite per il clima della Polinesia.
Vi dico solo che ho trovato la neve sul pomello della porta.
Però non ci possiamo lamentare.
Rischieremmo di essere azzannati alla giugulare da aquilani berluscones al grido di "Preferivate i conteiners?"
Intanto, pervasa dallo spirito delle feste, vi auguro Buon Natale!
giovedì 2 dicembre 2010
!!!!
Tornerò, tornerò!
Non sono dispersa e, per fortuna, sono anche scampata all'alluvione!
Qui non ci facciamo mancare nessuna calamità. Siamo fatti così..
Tornerò. Il periodo è infausto. Il tempo è poco e la simpaticissima amministrazione, pur di non prorogare i nostri contratti (cosa che, per inciso, si potrebbe fare, se soltanto ci fosse la volontà di farla), hanno fatto uscire le date dei concorsi intorno alla metà di dicembre.
Concorsi che non vincerò. Me lo dice la mia palla di cristallo.
Insomma, son qui, che cerco tempo di studiare.
Ma soprattutto cerco la voglia, perchè, francamente, il quarto concorso per un EVENTUALE posto a tempo determinato, lo stesso dove sono ora, mi ha francamente sfranto lo sfrangibile...
Per cui, scusatemi, sono un attimo chiusa in me stessa, anche se mi guardo intorno e vedo questà città ancora fasciata, abbandonata, presa in giro e, soprattutto, con mio sommo dolore, divisa al suo interno.
Ce l'hanno fatta. Divede et impera.
Non sono dispersa e, per fortuna, sono anche scampata all'alluvione!
Qui non ci facciamo mancare nessuna calamità. Siamo fatti così..
Tornerò. Il periodo è infausto. Il tempo è poco e la simpaticissima amministrazione, pur di non prorogare i nostri contratti (cosa che, per inciso, si potrebbe fare, se soltanto ci fosse la volontà di farla), hanno fatto uscire le date dei concorsi intorno alla metà di dicembre.
Concorsi che non vincerò. Me lo dice la mia palla di cristallo.
Insomma, son qui, che cerco tempo di studiare.
Ma soprattutto cerco la voglia, perchè, francamente, il quarto concorso per un EVENTUALE posto a tempo determinato, lo stesso dove sono ora, mi ha francamente sfranto lo sfrangibile...
Per cui, scusatemi, sono un attimo chiusa in me stessa, anche se mi guardo intorno e vedo questà città ancora fasciata, abbandonata, presa in giro e, soprattutto, con mio sommo dolore, divisa al suo interno.
Ce l'hanno fatta. Divede et impera.
lunedì 15 novembre 2010
Excusatio non petita
Ma guarda tu che devo venire a scrivere sul blog per giustificarmi e scusarmi che non riesco a scrivere con regolarità…
E’ che sto studiando per uno di quei master regala-punti che mi potrebbe far salire in graduatoria. Uno di quei master assurdi, del tipo “Didattica della supercazzola applicata alla nuova scuola secondaria di II grado”, oppure “Teoria e metodologia delle diverse abilità, che poi tanto ti trovi dei casi di ragazzi, con diagnosi talmente evanescenti, che tutte queste dispense le puoi usare per accendere il camino”.
Chi è insegnante sa a cosa mi riferisco.
Tra l’altro, visto che non ho preso la cattedra annuale all’asta di fine agosto, con replica a metà settembre, e che tace il telefono, quindi dispero di essere chiamata dai presidi, quelli di questi master fenomenali, saranno gli unici punti che potrò mettere nell’aggiornamento, quando apriranno le graduatorie ad aprile.
Non solo. Sto studiando anche per il concorso farlocco che ci toccherà fare, il terzo, sempre per un eventuale (e sottolineo eventuale) contratto a tempo determinato nella stessa amministrazione in cui sto lavorando (part-time, che sia chiaro) da cinque anni.
Ho una confusione in testa tra Diritto del Lavoro, Teorie Estetiche del Medioevo, Diritto degli Enti locali, Letteratura e Neorealismo, che non avete idea.
Nel frattempo, qui è tornato Silvio. Ma non ce ne siamo neanche quasi accorti.
Perché ha fatto atterrare il suo elicottero, dopo essere stato in Veneto a dividere le acque, direttamente nella Scuola della Guardia di Finanza, luogo blindatissimo, per una cerimonia di premiazione (PREMIAZIONE??!!!! Ogesùmiobello!) e per comunicare che Bertoladro va in pensione.
Ah, e per essere ringraziato dall’Aquila Rugby, che da lui personalmente ha ricevuto non mi ricordo quale somma per risollevarsi economicamente. (Bè, bisogna dare a Cesare quel che è di Cesare).
Niente bagno di folla. Niente giro in centro a vedere il miracolo della ricostruzione, niente abbracci con vecchiette, niente battute simpatiche agli operai sulla mancanza di gnocca sul luogo di lavoro.
Ce ne faremo una ragione.
Poverino, bisogna anche capire che, ultimamente, ha guai grossi.
Mica come noi qui.
Eh.
Per inciso sono, comunque, alla ricerca di un’occupazione, quindi rinnovo l’appello del post precedente. Grasssie!!
E’ che sto studiando per uno di quei master regala-punti che mi potrebbe far salire in graduatoria. Uno di quei master assurdi, del tipo “Didattica della supercazzola applicata alla nuova scuola secondaria di II grado”, oppure “Teoria e metodologia delle diverse abilità, che poi tanto ti trovi dei casi di ragazzi, con diagnosi talmente evanescenti, che tutte queste dispense le puoi usare per accendere il camino”.
Chi è insegnante sa a cosa mi riferisco.
Tra l’altro, visto che non ho preso la cattedra annuale all’asta di fine agosto, con replica a metà settembre, e che tace il telefono, quindi dispero di essere chiamata dai presidi, quelli di questi master fenomenali, saranno gli unici punti che potrò mettere nell’aggiornamento, quando apriranno le graduatorie ad aprile.
Non solo. Sto studiando anche per il concorso farlocco che ci toccherà fare, il terzo, sempre per un eventuale (e sottolineo eventuale) contratto a tempo determinato nella stessa amministrazione in cui sto lavorando (part-time, che sia chiaro) da cinque anni.
Ho una confusione in testa tra Diritto del Lavoro, Teorie Estetiche del Medioevo, Diritto degli Enti locali, Letteratura e Neorealismo, che non avete idea.
Nel frattempo, qui è tornato Silvio. Ma non ce ne siamo neanche quasi accorti.
Perché ha fatto atterrare il suo elicottero, dopo essere stato in Veneto a dividere le acque, direttamente nella Scuola della Guardia di Finanza, luogo blindatissimo, per una cerimonia di premiazione (PREMIAZIONE??!!!! Ogesùmiobello!) e per comunicare che Bertoladro va in pensione.
Ah, e per essere ringraziato dall’Aquila Rugby, che da lui personalmente ha ricevuto non mi ricordo quale somma per risollevarsi economicamente. (Bè, bisogna dare a Cesare quel che è di Cesare).
Niente bagno di folla. Niente giro in centro a vedere il miracolo della ricostruzione, niente abbracci con vecchiette, niente battute simpatiche agli operai sulla mancanza di gnocca sul luogo di lavoro.
Ce ne faremo una ragione.
Poverino, bisogna anche capire che, ultimamente, ha guai grossi.
Mica come noi qui.
Eh.
Per inciso sono, comunque, alla ricerca di un’occupazione, quindi rinnovo l’appello del post precedente. Grasssie!!
giovedì 4 novembre 2010
Blog trascurato
Blog trascurato.
Causa:
-incazzatura dovuta ad ennesima presa per culo sul lavoro;
-folle ricerca di un’alternativa lavorativa in una città dove tale alternativa non c’è;
-depressione derivata dalla consapevolezza di aver gettato nel cesso gli ultimi cinque anni della propria vita ed aver anche tirato lo sciacquone;
-stato catatonico a seguito della presa di coscienza di essere arrivata “nel mezzo del cammin di nostra vita” senza aver concluso nulla;
-delusione per il comportamento di alcune persone. Amici, per essere precisi;
-sconforto per l’impossibilità di intravedere un qualsivoglia domani;
-rigetto totale della sola idea di futuro.
Blog trascurato.
Scusate.
Io, coniglio sulla costa, dal mio blog trascurato, lancio un appello ai miei 4 affezionati lettori: se venite a conoscenza di un qualsivoglia lavoro, in una qualunque parte di questa penisola, ma anche del vecchio continente e, perché no, dell’intero pianeta, fatemelo sapere.
Dal momento che, in tutta onestà, non riesco, allo stato attuale delle cose, a trovare il benché minimo motivo per restare qui.
Grazie.
Causa:
-incazzatura dovuta ad ennesima presa per culo sul lavoro;
-folle ricerca di un’alternativa lavorativa in una città dove tale alternativa non c’è;
-depressione derivata dalla consapevolezza di aver gettato nel cesso gli ultimi cinque anni della propria vita ed aver anche tirato lo sciacquone;
-stato catatonico a seguito della presa di coscienza di essere arrivata “nel mezzo del cammin di nostra vita” senza aver concluso nulla;
-delusione per il comportamento di alcune persone. Amici, per essere precisi;
-sconforto per l’impossibilità di intravedere un qualsivoglia domani;
-rigetto totale della sola idea di futuro.
Blog trascurato.
Scusate.
Io, coniglio sulla costa, dal mio blog trascurato, lancio un appello ai miei 4 affezionati lettori: se venite a conoscenza di un qualsivoglia lavoro, in una qualunque parte di questa penisola, ma anche del vecchio continente e, perché no, dell’intero pianeta, fatemelo sapere.
Dal momento che, in tutta onestà, non riesco, allo stato attuale delle cose, a trovare il benché minimo motivo per restare qui.
Grazie.
giovedì 28 ottobre 2010
La storia del barattolo
Non sono l'autrice di questa bella storia, ma mi è davvero piaciuta tantissimo.
Credo, poi, che tutti, ma soprattutto chi ha vissuto un'esperienza come la mia, debbano rivedere le proprie priorotà ed avere un professore di filosofia così.
Un professore, davanti alla sua classe di filosofia, senza dire parola, prende un barattolo grande e vuoto di maionese e procede a riempirlo con delle palle da golf. Dopo chiede agli studenti se il barattolo è pieno. Gli studenti sono d’accordo e dicono di si. Allora il professore prende una scatola piena di palline di vetro e la versa dentro il barattolo di maionese. Le palline di vetro riempiono gli spazi vuoti tra le palle da golf. Il professore chiede di nuovo agli studenti se il barattolo è pieno e loro rispondono di nuovo di si.
Il professore prende una scatola di sabbia e la versa dentro il barattolo. Ovviamente la sabbia riempie tutti gli spazi vuoti e il professore chiede ancora se il barattolo è pieno. Anche questa volta gli studenti rispondono con un si unanime. Il professore velocemente aggiunge due tazze di caffé al contenuto del barattolo ed effettivamente riempie tutti gli spazi vuoti tra la sabbia. Allora gli studenti si mettono a ridere. Quando la risata finisce il professore dice: “Voglio che vi rendiate conto che questo barattolo rappresenta la vita…Le palle da golf sono le cose importanti come la famiglia, i figli, la salute, gli amici, l’amore, le cose che ci appassionano. Sono cose che, anche se perdessimo tutto e ci restassero solo quelle, le nostre vite sarebbero ancora piene. Le palline di vetro sono le altre cose che ci importano, come il lavoro, la casa, la macchina, ecc. La sabbia è tutto il resto: le piccole cose. Se prima di tutto mettessimo nel barattolo la sabbia, non ci sarebbe posto per le palline di vetro né per le palle da golf. La stessa cosa succede con la vita. Se utilizziamo tutto il nostro tempo ed energia nelle cose piccole, non avremo mai spazio per le cose realmente importanti. Fai attenzione alle cose che sono cruciali per la tua felicità: gioca con i tuoi figli, prenditi il tempo per andare dal medico, vai con il tuo partner a cena, pratica il tuo sport o hobby preferito. Ci sarà sempre tempo per pulire casa, per tagliare le erbacce, per riparare le piccole cose… Occupati prima delle palline da golf, delle cose che realmente ti importano. Stabilisci le tue priorità: il resto è solo sabbia”. Uno degli studenti alza la mano e chiede cosa rappresenti il caffè. Il professore sorride e dice: “Sono contento che tu mi faccia questa domanda. E’ solo per dimostrarvi che non importa quanto occupata possa sembrare la vostra vita, c’è sempre posto per un paio di tazze di caffé con un amico!”.
Credo, poi, che tutti, ma soprattutto chi ha vissuto un'esperienza come la mia, debbano rivedere le proprie priorotà ed avere un professore di filosofia così.
Un professore, davanti alla sua classe di filosofia, senza dire parola, prende un barattolo grande e vuoto di maionese e procede a riempirlo con delle palle da golf. Dopo chiede agli studenti se il barattolo è pieno. Gli studenti sono d’accordo e dicono di si. Allora il professore prende una scatola piena di palline di vetro e la versa dentro il barattolo di maionese. Le palline di vetro riempiono gli spazi vuoti tra le palle da golf. Il professore chiede di nuovo agli studenti se il barattolo è pieno e loro rispondono di nuovo di si.
Il professore prende una scatola di sabbia e la versa dentro il barattolo. Ovviamente la sabbia riempie tutti gli spazi vuoti e il professore chiede ancora se il barattolo è pieno. Anche questa volta gli studenti rispondono con un si unanime. Il professore velocemente aggiunge due tazze di caffé al contenuto del barattolo ed effettivamente riempie tutti gli spazi vuoti tra la sabbia. Allora gli studenti si mettono a ridere. Quando la risata finisce il professore dice: “Voglio che vi rendiate conto che questo barattolo rappresenta la vita…Le palle da golf sono le cose importanti come la famiglia, i figli, la salute, gli amici, l’amore, le cose che ci appassionano. Sono cose che, anche se perdessimo tutto e ci restassero solo quelle, le nostre vite sarebbero ancora piene. Le palline di vetro sono le altre cose che ci importano, come il lavoro, la casa, la macchina, ecc. La sabbia è tutto il resto: le piccole cose. Se prima di tutto mettessimo nel barattolo la sabbia, non ci sarebbe posto per le palline di vetro né per le palle da golf. La stessa cosa succede con la vita. Se utilizziamo tutto il nostro tempo ed energia nelle cose piccole, non avremo mai spazio per le cose realmente importanti. Fai attenzione alle cose che sono cruciali per la tua felicità: gioca con i tuoi figli, prenditi il tempo per andare dal medico, vai con il tuo partner a cena, pratica il tuo sport o hobby preferito. Ci sarà sempre tempo per pulire casa, per tagliare le erbacce, per riparare le piccole cose… Occupati prima delle palline da golf, delle cose che realmente ti importano. Stabilisci le tue priorità: il resto è solo sabbia”. Uno degli studenti alza la mano e chiede cosa rappresenti il caffè. Il professore sorride e dice: “Sono contento che tu mi faccia questa domanda. E’ solo per dimostrarvi che non importa quanto occupata possa sembrare la vostra vita, c’è sempre posto per un paio di tazze di caffé con un amico!”.
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