martedì 8 gennaio 2013

Pensieri sparsi

Sono stanca di conoscere i figli dei miei amici.
Vorrei conoscere i miei, di figli.
E poi vorrei che i miei vicini di C.A.S.A non togliessero le luci dai balconi, che lo so che le feste sono passate, ma, quando rientro, provo meno malinconia
(a parte il Babbo Natale che si arrampica, quello mi inquieta un po', francamente)
E poi vorrei che quegli stronzi che hanno messo un petardo in bocca ad un bastardino, unica compagnia di una signora anziana, venissero tirati sotto da una macchina, che poi facesse marcia indietro e poi avanti, per circa tre, quattro volte. Perchè mi sono stufata di essere buona con questi infami.
E poi vorrei saper assecondare il destino, saper prendere ciò che viene, saper essere serena nonostante ci siano veramente pochi motivi per esserlo.

giovedì 6 settembre 2012

I creativi

Utente: "Buongiorno, dovrei fare un Curriculum VitaLE"
Io: "Un curriculum Vitae?"
Utente: "Sì, sì. vitaLE"
Io:"......."

Altro Utente: "Buongiorno, devo fare un CIRILLIUM"
Io:"???????"
Altro Utente: "Un CIRILLIUM!"
Io: "Ehm....."
Altro Utente: "Quello che ci scrivi i lavori che hai fatto e poi lo porti ai vari posti in cui puoi lavorare...."
Io: "Ahhhhhhhh, il Curriculum!"
Altro Utente"Sì, propio quello".

Il lavoro allo sportello da occasione di incontrare gente creativa.


martedì 28 agosto 2012

Voglio essere Giacobbo.

Sì sì.
Dopo averlo sentito presentare ieri sera il suo libro sui templari.
Si sta coprendo d'oro.
Bravo, bravo.
Peccato che l'idea l'abbia avuta lui e non io.
Ad onor del vero, devo dire che è una persona simpatica.
E si sa vendere davvero molto bene.
Poi questo fatto dei misteri tira il pubblico, asssai.
Confesso, tra l'altro, di non aver mai visto, se non di sfuggita, puntate di Voyager.
Ma ora attendo con ansia la nuova stagione, mentre rifletto su quanto sia potente la pubblicità di se stessi.

giovedì 23 agosto 2012

Se ci riesce.

Ho comprato l'antirughe contorno occhi.
Non mi si venga a dire che sono rughe di espressione.
Sono rughe. Punto.
Non ho paura di invecchiare.
Ho paura di invecchiare senza aver concluso niente.
Questa sì che sarebbe una tragedia.
Ho paura di invecchiare senza aver fatto un figlio.
Di invecchiare come un ramo secco.
E magari l'antirughe contorno occhi mi da l'illusione che, spalmandolo sul viso, io sembri ancora giovane e ragazzina.
Mi crea l'illusione di avere ancora tanto tempo per realizzare ciò che voglio.
Chissà.
Se ci riesce, soldi ben spesi!

martedì 21 agosto 2012

Un euro e settanta

Ho cambiato strada per andare al lavoro. Così evito il bar.
O meglio, evito di fare colazione al bar. Occhio non vede, cuore non duole.
E' che, però, la nuova strada per andare al lavoro è in realtà una vecchia strada di mia conoscenza.
Quella che mi riporta nel mio veccho quartiere, che mi fa fare un tour nel passato-che-non-è-più.
Adesso ci sono transenne.
E sulle transenne mazzi di fiori ormai secchi e foto a ricordare, (come se ce ne fosse bisogno) chi non c'è più, da oltre tre anni, ormai.
E, dietro le transenne, vuoti dove c'erano palazzi.
Certo, c'è anche chi è tornato e nel mio vecchio quartiere ha ricostruito la sua casa. Più colorata di prima.
E questo mi da speranza.
A volte.
Altre volte mi chiedo cosa ci faccio qui.
Io che mi sento a mio agio ovunque lontano da qui.
Io che sembro non aver radici.
Io che, se ci fosse un'occasione, farei le valigie domani.
Io che sono convinta che le amicizie si conservino nonostante le distanze.
Io che amo questa città, ma non mi sento amata da lei.
Ed in questo il terremoto non c'entra.

Certo che questa nuova-vecchia strada mi mette in crisi....
Mi sa che da domani, in barba alla dieta, torno a fare colazione al bar.
Caffè macchiato e cornetto ai cereali con marmellata ai frutti di bosco.
Un euro e settanta al giorno per non pensare.

venerdì 17 agosto 2012

Vorrei poter dire..

Dopo tanto tempo, vorrei poter dire che qualcosa è cambiato... E invece... Eccomi qui, ancora a tempo determinato in quel postaccio di lavoro e ogni anno, a dicembre, scade il contratto e non si sa mai cosa accadrà.
Eccomi qui, sempre nelle C.A.S.A del progetto C.A.S.E. alle prese con le riunioni di condominio di CASA MIA, quella senza i puntini tra le lettere, la cui pratica ha finalmente preso la via della filiera della ricostruzione e quindi a settembre po' esse che si sa qualcosa, chissà...
E insomma...
Quello che è cambiato è il mio atteggiamento.
E ora lo dico a voce alta: NON ME NE FREGA UNA MAZZAFIONDA DI QUESTO LAVORO.
OH, CHE SODDISFAZIONE!
Non me ne frega, perchè, se dopo 7 anni e svariati concorsi (6? 7? perso il conto..) ancora non si sono decisi a stabilizzarci, significa che di noi non gli importa un ficozzo, dunque non vedo il motivo per cui a me dovrebbe fregare di loro e di come va questo ufficio... fa una piega? No, neanche una.
Indi sono molto easy. Vengo, faccio, dove arrivo metto punto.
E usufruisco di tutti i permessi e i giorni e le ferie che mi spettano. Qui non lascio manco un minuto in più di quel che devo, secondo contratto ed in relzione al magro stipendio.
Eannasseroamorìammazzati.

Per quanto riguarda la CASA sono un filino più interessata... e infatti spero ci diano presto notizie ed una data per il rientro.
Faccio l'ottimista: Natale 2013. 2014, va.
L'ho fatta.

Qualche novità? Sì c'è.
Alla mia veneranda età, lo scorso novembre ho fatto l'audizione per l'ammissione all'Accademia di Arte Drammatica che hanno aperto qui.
Mi hanno preso.
Pare che sono portata e che ho superato indenne il primo anno...
Mattina in ufficio, pomeriggio in accademia, sera stirata sul letto abbracciata al cuscino.
Però, a dispetto del mio fisico curvy, abbondante, morbido (per essere eufemistici), ho danzato e fatto acrobazie.
Vuoi vedere che sono più elastica di quanto sospettassi?
So' soddisfazioni, mica no....
Insomma, sto facendo una cosa che mi piace e sto seguendo una filosofia orientale che dice pressappoco così:
"Non inseguire le farfalle. Cura il tuo giardino e le farfalle verranno da sole"
Diciamo che ho un giardino grande e fertile da curare....

mercoledì 15 agosto 2012

Ferragosto, blog mio ti riconosco!

... Oggi no, oggi voglio stare spenta, voglio guardare la mia città puntellata dal suo punto più alto, voglio godere della compagnia dei miei amici, voglio gettare al cesso i problemi, voglio cucinare carne arrosto, voglio coccolare il cane dei miei vicini di casa, che è anche un po' mio, voglio sdraiarmi sotto l'ombra di un albero di questo piccolo Eden, voglio essere leggera.
Ma torno.
A scrivere.
Non so come, nè quando.
Ma torno.
Buon Ferragosto!

domenica 13 febbraio 2011

Telegramma

Tutto bene. Stop.

Domani firmo contratto con la provincia. Stop.

A tempo determinato. Stop. Ovviamente. Stop.

Meglio del call center. Stop (di cui magati vi narro. Stop.).

Perchè poi lì mi avevano assunto. Stop.

Che culo. Stop.

Per il resto..

Il mio palazzo è da abbattere. Stop

Alla faccia dell'avvocato decrepito. Stop.

L'Aquila è ancora ferita. Stop.

Ma poco frega ai Parlamenteri. Stop.

A presto e con più calma. Stop.

Vi abbraccio. Stop.

domenica 16 gennaio 2011

Me voilà!

Me voilà!!

Sono sparita.
Sono ricomparsa.

E' stato un periodo un po' intrecciato di vicende personali.
La prima delle quali è stata una specie di cambio di lavoro.

Forse, e dico forse, attenzione!, entrerò nel favoloso mondo del call center!!
Forse perchè, dopo selettivo colloquio in agenzia interinale prima, in azienda poi, abbiamo fatto un corso di nove giorni x otto ore al giorno (quanto fa? 72? sì, 72 ore di stronzate), abbiamo fatto un test sabato.

L'esito?
Ah, vorrei saperlo anche io.
Ce lo dicono lunedì. Giorno in cui saremo messi in turno e firmeremo il contratto.
Giorni di riposo tra un lavoro e l'altro?
Il 31 e il 1.

Inizio corso? Il 3.
Riposata come una rosa.

Notizie della graduatoria nella quale sono inserita dopo il concorso di dicembre?
Buone.
Pare.
C'è la possibilità ch io transiti (sempre se ho passato il test) per pochissimo nel favoloso mondo dei call center.
Che già dopo un paio d'ore avevo l'orticaria per quel linguaggio criptico ed ostico che usano.

Abbiamo l'italiano che è una lingua meravigliosa, dico io!!!!
Mah!

Insomma l'anno è iniziato un po' così.
Già con una certa stanchezza.

E con una voglia di sputare in faccia a Borghezio, dopo le sue affermazioni senza capo nè coda.

C'è qualcuno che gli dice che l'Abruzzo è nel centro Italia?
Sarebbe fiato sprecato...
Dalle mie perti si dice "A sciacqua' la coccia agli asini, se spreca l'acqua e lo sapo'!".

La traduzione è facile...

mercoledì 22 dicembre 2010

Nuntio vobis...

Nuntio vobis gaudium magnum!!!!!!

Finiti oggi i concorsi.

Che liberazione....

Ora devono fare le graduatorie.

Bene.

Posso iniziare a trovarmi un altro lavoro.

Voi picchiatemi selvaggiamente se dovessi per caso decidere di partecipare ad un altro concorso.

Se volete sapere qualcosa su L'Aquila, data la mia reclusione degli ultimi tempi, comunico che non sono la persona più adatta.
So soltanto che ha nevicato e che le C.A.S.E. non credo possano reggere più di tanto a questo maltempo, dal momento che sembrano costruite per il clima della Polinesia.
Vi dico solo che ho trovato la neve sul pomello della porta.

Però non ci possiamo lamentare.
Rischieremmo di essere azzannati alla giugulare da aquilani berluscones al grido di "Preferivate i conteiners?"

Intanto, pervasa dallo spirito delle feste, vi auguro Buon Natale!

giovedì 2 dicembre 2010

!!!!

Tornerò, tornerò!
Non sono dispersa e, per fortuna, sono anche scampata all'alluvione!

Qui non ci facciamo mancare nessuna calamità. Siamo fatti così..

Tornerò. Il periodo è infausto. Il tempo è poco e la simpaticissima amministrazione, pur di non prorogare i nostri contratti (cosa che, per inciso, si potrebbe fare, se soltanto ci fosse la volontà di farla), hanno fatto uscire le date dei concorsi intorno alla metà di dicembre.

Concorsi che non vincerò. Me lo dice la mia palla di cristallo.

Insomma, son qui, che cerco tempo di studiare.

Ma soprattutto cerco la voglia, perchè, francamente, il quarto concorso per un EVENTUALE posto a tempo determinato, lo stesso dove sono ora, mi ha francamente sfranto lo sfrangibile...

Per cui, scusatemi, sono un attimo chiusa in me stessa, anche se mi guardo intorno e vedo questà città ancora fasciata, abbandonata, presa in giro e, soprattutto, con mio sommo dolore, divisa al suo interno.

Ce l'hanno fatta. Divede et impera.

lunedì 15 novembre 2010

Excusatio non petita

Ma guarda tu che devo venire a scrivere sul blog per giustificarmi e scusarmi che non riesco a scrivere con regolarità…
E’ che sto studiando per uno di quei master regala-punti che mi potrebbe far salire in graduatoria. Uno di quei master assurdi, del tipo “Didattica della supercazzola applicata alla nuova scuola secondaria di II grado”, oppure “Teoria e metodologia delle diverse abilità, che poi tanto ti trovi dei casi di ragazzi, con diagnosi talmente evanescenti, che tutte queste dispense le puoi usare per accendere il camino”.
Chi è insegnante sa a cosa mi riferisco.
Tra l’altro, visto che non ho preso la cattedra annuale all’asta di fine agosto, con replica a metà settembre, e che tace il telefono, quindi dispero di essere chiamata dai presidi, quelli di questi master fenomenali, saranno gli unici punti che potrò mettere nell’aggiornamento, quando apriranno le graduatorie ad aprile.

Non solo. Sto studiando anche per il concorso farlocco che ci toccherà fare, il terzo, sempre per un eventuale (e sottolineo eventuale) contratto a tempo determinato nella stessa amministrazione in cui sto lavorando (part-time, che sia chiaro) da cinque anni.

Ho una confusione in testa tra Diritto del Lavoro, Teorie Estetiche del Medioevo, Diritto degli Enti locali, Letteratura e Neorealismo, che non avete idea.

Nel frattempo, qui è tornato Silvio. Ma non ce ne siamo neanche quasi accorti.
Perché ha fatto atterrare il suo elicottero, dopo essere stato in Veneto a dividere le acque, direttamente nella Scuola della Guardia di Finanza, luogo blindatissimo, per una cerimonia di premiazione (PREMIAZIONE??!!!! Ogesùmiobello!) e per comunicare che Bertoladro va in pensione.
Ah, e per essere ringraziato dall’Aquila Rugby, che da lui personalmente ha ricevuto non mi ricordo quale somma per risollevarsi economicamente. (Bè, bisogna dare a Cesare quel che è di Cesare).

Niente bagno di folla. Niente giro in centro a vedere il miracolo della ricostruzione, niente abbracci con vecchiette, niente battute simpatiche agli operai sulla mancanza di gnocca sul luogo di lavoro.
Ce ne faremo una ragione.

Poverino, bisogna anche capire che, ultimamente, ha guai grossi.
Mica come noi qui.
Eh.

Per inciso sono, comunque, alla ricerca di un’occupazione, quindi rinnovo l’appello del post precedente. Grasssie!!

giovedì 4 novembre 2010

Blog trascurato

Blog trascurato.
Causa:
-incazzatura dovuta ad ennesima presa per culo sul lavoro;
-folle ricerca di un’alternativa lavorativa in una città dove tale alternativa non c’è;
-depressione derivata dalla consapevolezza di aver gettato nel cesso gli ultimi cinque anni della propria vita ed aver anche tirato lo sciacquone;
-stato catatonico a seguito della presa di coscienza di essere arrivata “nel mezzo del cammin di nostra vita” senza aver concluso nulla;
-delusione per il comportamento di alcune persone. Amici, per essere precisi;
-sconforto per l’impossibilità di intravedere un qualsivoglia domani;
-rigetto totale della sola idea di futuro.

Blog trascurato.
Scusate.

Io, coniglio sulla costa, dal mio blog trascurato, lancio un appello ai miei 4 affezionati lettori: se venite a conoscenza di un qualsivoglia lavoro, in una qualunque parte di questa penisola, ma anche del vecchio continente e, perché no, dell’intero pianeta, fatemelo sapere.

Dal momento che, in tutta onestà, non riesco, allo stato attuale delle cose, a trovare il benché minimo motivo per restare qui.

Grazie.

giovedì 28 ottobre 2010

La storia del barattolo

Non sono l'autrice di questa bella storia, ma mi è davvero piaciuta tantissimo.
Credo, poi, che tutti, ma soprattutto chi ha vissuto un'esperienza come la mia, debbano rivedere le proprie priorotà ed avere un professore di filosofia così.



Un professore, davanti alla sua classe di filosofia, senza dire parola, prende un barattolo grande e vuoto di maionese e procede a riempirlo con delle palle da golf. Dopo chiede agli studenti se il barattolo è pieno. Gli studenti sono d’accordo e dicono di si. Allora il professore prende una scatola piena di palline di vetro e la versa dentro il barattolo di maionese. Le palline di vetro riempiono gli spazi vuoti tra le palle da golf. Il professore chiede di nuovo agli studenti se il barattolo è pieno e loro rispondono di nuovo di si.
Il professore prende una scatola di sabbia e la versa dentro il barattolo. Ovviamente la sabbia riempie tutti gli spazi vuoti e il professore chiede ancora se il barattolo è pieno. Anche questa volta gli studenti rispondono con un si unanime. Il professore velocemente aggiunge due tazze di caffé al contenuto del barattolo ed effettivamente riempie tutti gli spazi vuoti tra la sabbia. Allora gli studenti si mettono a ridere. Quando la risata finisce il professore dice: “Voglio che vi rendiate conto che questo barattolo rappresenta la vita…Le palle da golf sono le cose importanti come la famiglia, i figli, la salute, gli amici, l’amore, le cose che ci appassionano. Sono cose che, anche se perdessimo tutto e ci restassero solo quelle, le nostre vite sarebbero ancora piene. Le palline di vetro sono le altre cose che ci importano, come il lavoro, la casa, la macchina, ecc. La sabbia è tutto il resto: le piccole cose. Se prima di tutto mettessimo nel barattolo la sabbia, non ci sarebbe posto per le palline di vetro né per le palle da golf. La stessa cosa succede con la vita. Se utilizziamo tutto il nostro tempo ed energia nelle cose piccole, non avremo mai spazio per le cose realmente importanti. Fai attenzione alle cose che sono cruciali per la tua felicità: gioca con i tuoi figli, prenditi il tempo per andare dal medico, vai con il tuo partner a cena, pratica il tuo sport o hobby preferito. Ci sarà sempre tempo per pulire casa, per tagliare le erbacce, per riparare le piccole cose… Occupati prima delle palline da golf, delle cose che realmente ti importano. Stabilisci le tue priorità: il resto è solo sabbia”. Uno degli studenti alza la mano e chiede cosa rappresenti il caffè. Il professore sorride e dice: “Sono contento che tu mi faccia questa domanda. E’ solo per dimostrarvi che non importa quanto occupata possa sembrare la vostra vita, c’è sempre posto per un paio di tazze di caffé con un amico!”.

venerdì 22 ottobre 2010

7000 caffè.. io li prendo perchè...

Ecco che cosa avevo dimenticato e/o rimosso:

1. La ridicola rendicontazione di Bertolaso sulla situazione dell’Aquila di fronte ad un Senato praticamente deserto (credo ci fossero 10 senatori su 315.. e mi incazzo, perché sono pagati ANCHE DA ME), nella quale si sono dati i numeri, più in senso metaforico che reale, francamente.

2. Il fatto che è stato proposto, da alcuni consiglieri comunali (dei quali, per fortuna, non ricordo il nome. Fortuna loro, intendo..) di far pagare un AFFITTO, ANCHE SIMBOLICO, agli occupanti del progetto C.A.S.E. (DICO, SCHERZIAMO, FORSE? La mia famiglia era proprietaria di una casa ad un passo dal centro storico e comproprietaria di altre due, sempre in quella zona. Con il sisma, le ha perdute TUTTE E TRE, ed ora deve anche pagare una C.A.S.A. che, in teoria, si sta già pagando con il versamento delle tasse? Ma cosa credono, questi, che abbiamo l’anello al naso??)

3. La possibilità, che pare diventare quasi certezza, di dover contribuire alla ricostruzione della propria abitazione, con circa centomila euro a nucleo familiare, perché i soldi sono finiti. (MADDAI?? Chissà come mai non ci sono più.. )

4. La presa per il culo del Presidente della Regione che continua a dire che c’è denaro, TANTO DENARO, sul conto regionale, destinato a L’Aquila, ma che nessuno glielo chiede.

5. La risposta del Sindaco dell’Aquila , nonché ex vice Commissario alla Ricostruzione, il quale, non solo non è convinto che ci sia pecunia, ma afferma che, se anche ci fosse, non potrebbe chiederla dal momento che, poiché non c’è (né mai verrà concepita) una legge organica su come, dove e quando ricostruire, si correrebbe il rischio di costruire in maniera selvaggia e con modalità che, un domani, potrebbero essere ritenute non idonee.

6. La puntata di Exit dell’altra sera, in cui un tizio, simpatico come la sabbia negli occhi e con un fazzoletto verdissimo, an pendant con una discutibile cravatta di egual nuance, diceva, papale papale, che L’Aquila non si ricostruirà mai, perché non ci sono i fondi e che è inutile che gli aquilani si illudano (stupido e piccolo uomo, noi, qui, lo si era capito prima di te, per questo siamo vagamente incazzati. Non tutti, ovvio. Ci sono anche gli imbambolati dal governo..)

Ora l’ho ricordato.
Porca troia.

Vabbè, va.
Vado a farmi un caffè.
Così, per tranquillizzarmi un po’.

mercoledì 20 ottobre 2010

Saluti da un altro pianeta

Sì sì, lo so. Un post ogni morte di papa rende questo blog leeeento, luuuungo, luuuugubre, laaaanguido.
E’ che ho il pc in assistenza, perché, girovagando nella rete, s’è beccato una marea di virus, che mi inquietano.
Perché se provo ad aprire un qualunque documento, mi appare una scritta rossa che mi dice: “Il virus TIzioCaio sta tentando di copiare le password e clonare i dati della carta di credito”.
Ma il virus-pollo non ci riuscirà mai.
Non posseggo carte di credito.
Cosa cazzo clona??!

Ma vabbè.
Non ho il pc. Per questo mi aggiro con la mia chiavetta per il collegamento ad internet (già mi sono informata… Non ha la memoria Ram e quindi non conserva i dati, dal che si deduce che non può infettarsi di virus, perché li passa al pc, senza ricordarlo) e la infilo negli altrui computer per poter navigare un po’.

Cosa è accaduto in questi giorni?
Nulla.
Qui tutto è fermo.
Ah, no. C’è stata l’anteprima dell’Eurochocolate.
E poi la partita di calcio tra i giocatori dell’Aquila rugby ed una squadra di vips vari.

Poi non so. Non ricordo. Ho rimosso.

Io, invece, ha fatto riunioni su riunioni con i colleghi precari ed i sindacati per cercare di venire a capo della nostra situazione lavorativa.
Con il risultato che….. rullo di tamburi…. Il concorso a tempo indeterminato si farà! E poi anche quelli a tempo determinato!!
Cioè, in soldoni, non abbiamo risulta una beneamata.

Pare, però, che, non riuscendo a concludere il tutto entro il 31 dicembre, data attuale della scadenza dei contratti, faranno proroghe fino all’espletamento delle varie procedure selettive.
Fino a quando?
Non è dato sapere.

Ma io, ormai, sono su un altro pianeta.

Istintiva ed incosciente, mi sono iscritta ad una scuola di teatro (che inizia domani) e ad una di canto.
Sono pazza, lo so.
E’ solo che non ce la faccio più a tormentarmi e preoccuparmi di tutto e tutti.
E, poi, magari, chissà, potrebbe tornarmi utile.
La vita è tutta una sorpresa.

Come il terremoto, che da questa mattina ci ha regalato cinque scosse in due ore.
Evviva.

giovedì 7 ottobre 2010

Intrattabile

Reclamo il diritto ad essere intrattabile, incazzosa ed incazzata.
Lo reclamo in virtù del fatto che sono sempre pacifica e sorridente.
Sempre.
Anche quando le inferiori sfere girano a vorice.
Però c'è un limite a tutto.
Ora le sfere non girano. Perchè si sono non rotte, non sgretolate, non frantumate, ma polverizzate.

Dunque sono intrattabile.
Per il lavoro. Che perderemo. A gennaio. Brindisi disoccupato al 2011.
Dopo che la nuova amministrazione ci ha tranquillizzati con un: "Non cacceremo nessuno perchè ci rendiamo conto che in un territorio così svantaggiato (il terremoto è finito, ma le sue conseguenze sono ancora ferite aperte..), perdere anche il lavoro sarebbe più drammatico che in altre situazioni.
Infatti.
Sì, come no.
Niente proroga o rinnovo, ma un concorso (l'ennesimo!!) per 10 posti e 100 precari, più tutti gli altri che vorranno partecipare.
Grazie. Sono commossa.

E non me la prendo solo con loro, ma anche con la precedente amministrazione, la cui presidente, invece di farsi fotografare con Obama, George Clooney, Carlà Brunì, poteva pensare ai precari.
Perché, magari, a pochi mesi dal sisma ed in deroga all'emergenza, qualcosa si poteva fare. E magari, MAGARI, ora eravamo tranquilli.
Seeeeeeeeeeeeee! Era chiedere troppo....

Sono intrattabile perchè il mio collega (quello delle interminabili partite a solitario), con cui sono costretta a dividere la stanza, risponde come un cane rabbioso ad ogni quesito, continua a giocare a solitario e talvolta, ma con meno entusiasmo, a campo minato e non si preoccupa della situazione.

"Cane che non mangia ha già mangiato".
Infatti io sono convinta che si sia parato le terga.
E credo di sapere anche come.
Ma non voglio svelarlo per mantenere alta la suspance..

Sono intrattabile perchè la di lui silenziosa ed inquietante presenza mi agita e mi innervosisce, ragion per cui credo che inizierò a rispondergli male anche io, perdendo la fama di personcina educata, amabile e cortese.

Sono intrattabile perchè vedo che l'arroganza, la presunzione e l'ignoranza spesso (non sempre, per fortuna) hanno la meglio sull'umilà, la gentilezza e la cultura.

Sono intrattabile perchè vedo questa mia città agonizzare sotto gli occhi indifferenti di molti suoi stessi concittadini, oltre che del resto d'Italia, dove non arriva informazione, a meno che non la si cerchi, sponte propria, nella rete.

Sono intrattabile perchè voglio stare, voglio andare, non so più cosa voglio fare.

mercoledì 29 settembre 2010

Promemoria..

La prossima volta che vengo invitata a partecipare, come uditore, insieme ad altri precari e per poi riferire ai colleghi, ad un tavolo tecnico tra amministrazione e sindacati, assistendo a scene da melodramma napoletano, con urla e strepiti ed ascoltando proposte di pseudo-vaga stabilizzazione che sa, neanche tanto lontanamente, di presa per il culo e dovendo, oltretutto, chiedere, in ufficio, un permesso personale da recuperare, devo sorridere, scuotere il capo e declinare la proposta con un cortese: "No, grazie".

martedì 28 settembre 2010

Intendiamoci..

Intediamoci… Non è che io non voglia aggiornarvi sulla situazione della mia città.
E’ soltanto che sto cercando di capirci qualcosa anche io.
No, perché veramente c’è una confusione costellata da dimissioni, proteste, nomine, contro proteste, occupazione ed interruzione del consiglio regionale da parte dei comitati cittadini, arresti di assessori regionali, incendi dolosi alla base di verdi pinete, i tentativi di noi precari di far conoscere all’opinione pubblica i nostri problemi, che fa sembrare L’Aquila un far west senza precedenti e senza fine.

Ma immagino che di tutto ciò nulla trapeli al di fuori dei tg e dei giornali locali e dunque che voi non ne sappiate nulla.
Che dire?

Innanzitutto che la faglia sismica non è più soltanto al di sotto del terreno che attraversa la città, ma c’è anche tra i cittadini e che la politica, che poi va ad incidere sulle decisioni inerenti la ricostruzione ed il futuro degli aquilani, è diventata un tifo da stadio, con slogan che rimbalzano da una parte all’altra.

Poi che in questi giorni è successo di tutto, a partire dalla nomina, voluta dai palazzi romani, di un ennesimo sub-commissario alla ricostruzione. Che dovrà essere pagato. Tanto. Dai contribuenti.
Per far cosa? Se un commissario (Chiodi, presidente della Regione) ed un vice commissario (Cialente, sindaco dell’Aquila) già ci sono?
Non sono stati in grado? Si destituiscono dall’incarico ed al loro posto si mette altra gente, presumibilmente più capace. Non si sovraccarica la macchina burocratica, già di per sé piuttosto farraginosa.
Che poi, tra l’altro, i commissari sono anche tenuti a gestire il denaro erogato.
Chi nominano? Un tizio, Cicchetti, condannato per mala gestione di soldi pubblici. Ah bene. La persona adatta.

Giustamente gli aquilani sono contrari. Non tutti, però, ma solo quelli della tifoseria di sinistra. Perché ci sono quelli della tifoseria di destra ai quali tutto va bene e gli altri sono ingrati.
I tifosi di sinistra (ma secondo me sono cittadini stufi e sdegnati, al di là dell’orientamento politico) decidono, quindi, di irrompere nella sala consiliare ed interrompere il consiglio regionale, per protestare contro la nomina del suddetto elemento.

Reazioni.
Curva Nord: “Che maleducati, che prepotenti, che persone indegne. Stanno facendo fare una pessima figura a tutta la cittadinanza di fronte alla nazione” (come se la nazione fosse informata di quello che succede qui)
Curva Sud: “Bravi, così si fa! Ci dobbiamo far sentire e non accettare imposizioni dall’alto, soprattutto tenendo conto del passato poco limpido di questo soggetto! L’Italia deve sapere!” (come se l’Italia fosse informata di quello che succede qui)

In seguito a ciò, il sindaco rassegna le sue dimissioni da vice commissario alla ricostruzione, perché, si sa, con troppo galli che cantano non si fa mai giorno. E già non si vedeva il primo vago chiarore dell’alba prima, figuriamoci ora.

Reazioni:
Curva Nord: “Era ora! Incompetente, incapace, inetto! Devi dimetterti anche da sindaco!” (Dimenticando che Cialente è il vice e che il commissario, in realtà, è Chiodi, di centro-destra, e omettendo di fare un qualunque nome di possibile sostituto del primo cittadino di cui chiedono a gran voce le dimissioni)
Curva Sud: “Bravo! Hai fatto bene! Ora, come sindaco, puoi opporti degnamente alle decisioni del governo!” (Speriamo..)

Nel frattempo, in tutto questo marasma, viene arrestato l’assessore regionale alla Sanità (e vi risparmio le reazioni delle due Curve infiammate), si sviluppa un principio di incendio, che risulta essere doloso, alla base di una collina, ricoperta da una pineta, sono iniziate le demolizioni dei palazzi da abbattere, Bertolaso viene interrogato dalla Procura dell’Aquila in merito agli appalti per la costruzione degli alloggi antisismici (ed anche qui vi lascio immaginare le tifoserie scatenate), noi precari tentiamo varie strade per non perdere il lavoro.

Ecco, io vivo qui.
Certe volte mi sembra di essere come la protagonista del film “Caterina va in città”.
Solo che la città è quella in cui sono nata e vissuta e, nello stesso tempo, non lo è più.

giovedì 16 settembre 2010

Figaro qua, figaro là

Berlusconi a “Le Figaro”:

"Poi c'è stata l'emergenza creata dal terremoto del 6 aprile 2009 in Abruzzo. In tempo record, abbiamo aiutato 65 mila vittime e la ricostruzione di un intera città per coloro che hanno perso le loro case. Abbiamo anche ricostruito tutte le scuole distrutte e assicurandoci che alla fine del 2009, tutti gli scolari e gli studenti potessero riprendere i loro corsi. Di fronte a una tragedia di questa portata, nessun altro governo al mondo ha raggiunto un tale risultato”

… e le fontane stillano champagne, il lupo dorme con l’agnello, nel fiumi scorre il miele, ogni cittadino ha un lavoro ben retribuito con il quale contribuisce al benessere della comunità, i bambini possono giocare nei verdi prati messi a loro disposizione, i giovani hanno luoghi di ritrovo allegri e pieni di vita, la sera si va a teatro o ai concerti, la felicità si irraggia dai volti degli abitanti... devono stare soltanto attenti a non toccare quell’albero di mele…

MA PER CORTESIA!!
E c’è chi gli crede ancora… Addirittura tra gli aquilani…

"Figaro qua, Figaro là, sparo stronzate di qualità, di qualità, di quaaaliiiiitàààà!"